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Ci sono in santa Teresa di Gesù Bambino intuizioni tanto profonde quanto quelle di sant’ Agostino, senza però gli sviluppi teologici che non toccava a lei fornire. Proclamata dottore della chiesa, Teresa di Lisieux merita di avere al suo servizio una teologia che ne sviluppi le intuizioni in modo da dar loro l'ampiezza, la forza e la precisione che farebbero di lei il Padre della Chiesa di cui le tenebre del XX secolo hanno tanto bisogno quanto i tempi barbari avevano bisogno di sant’Agostino.
Padre Molinié, domenicano e tomista nato nel 1918 e morto nel 2002, convertito da Santa Teresa e folgorato dalle sue intuizioni, è stato posseduto per tutta la vita dal desiderio di abbozzare, per i suoi contemporanei, la “dottrina nascosta dal Padre ai sapienti e agli intelligenti”, secondo quanto dice Gesù: - Ti rendo lode Padre perché‚ hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli (Lc 10, 21-22). Padre Molinié pensa, infatti, che la filosofia e la teologia sono cose troppo serie per essere abbandonate agli intellettuali che, sopratutto in Francia, le hanno confiscate a loro profitto: solo un cuore di bambino ha il diritto ed il dovere di consacrarsi a queste discipline.
Per questi cuori di bambino, Padre Molinié ha dunque elaborato numerose riflessioni teologiche. Egli è sempre pronto a modificarle o anche a sacrificarle se non aiutano la Chiesa ad entrare nella Luce eterna che Cristo ci vuole farci pregustare fin d’ora, quaggiù, sulla terra.
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