N°35


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Miei cari Amici,

La Chiesa primitiva è stata la Chiesa dei martiri. Erano così numerosi (decine di migliaia) che, per celebrarli, la Chiesa ha istituito la Festa di Tutti i Santi.

La Chiesa del ventesimo secolo è stata essenzialmente la Chiesa dei nuovi martiri, ancora più numerosi: centinaia di migliaia, russi e ortodossi per la maggior parte, ma anche cattolici e qualche volta protestanti (battisti). Anche gli ortodossi invocano la Vergine di Fatima e credono alla sua promessa che la Russia si convertirà. La Chiesa ortodossa ufficiale non osa onorarli apertamente, e la Chiesa cattolica praticamente non li conosce. È uno scandalo e un peccato, a cui voglio rimediare, per quanto sta in me, diffondendo la testimonianza che state per leggere, e che rappresenta un po’ il mio messaggio di Natale.

Come non invidiare questi martiri, ma come non essere terrorizzati se tali torture sono la porta del Cielo? Grazie alla fiducia dei piccoli e dei poveri peccatori, la fiducia di Natale che ho voluto predicare tutta la vita. Ma questa fiducia è tutto ciò che si vuole, tranne una via comoda: il Presepe è una dolcezza inenarrabile, non è comodo.

Le promesse e la dolcezza di Maria ci danno una certezza infinita... senza la mimima garanzia: solo i poveri che rinunciano ad ogni garanzia possono entrare in questa fiducia che chiedo per tutti noi.

Festa di Tutti i Santi 1997

Fr. M.D. Molinié

 

CONFERENZA DI ALEXANDRE OGORODNIKOV

Lunedì 13 Ottobre 1997 – Seminario di Ars

 

(Passaggi più importanti)

INTRODUZIONE

«Oggi è il 13 ottobre, anniversario delle apparitioni della Madonna a Fatima, e noi in Russia abbiamo una grande devozione per Nostra Signora di Fatima, perché il suo messaggio riguarda le persecuzioni in Russia, e la sua conversione.

Sono anche molto contento di essere qui ad Ars, perché il santo Curato d'Ars è un grande Santo.

LE PERSECUZIONI SUBITE DALLA CHIESA RUSSA

Per cominciare, devo parlare delle persecuzioni incredibili che la chiesa ortodossa ha subito sotto il regime dei bolscevichi.

Gli anni 1920 – 1930 furono gli anni del Golgotha della Chiesa russa. I vescovi venivano crocifissi sulle porte degli episcopi. I monaci e le monache venivano sepolti vivi, mentre cantavano l'inno pasquale. E sotto la terra che si muoveva ancora, si sentiva ancora salire il mormorio dell’inno pasquale. Furono sacrificati centinaia di migliaia di martiri.

Al 17mo congresso del partito, i bolscevichi avevano annunciato la chiusura di tutte le chiese prima della fine del 1935, e che la parola «Dio» sarebbe stata abolita dal dizionario russo.

Nel 1935, non restavano in piedi che appena una cinquantina di chiese, ed appena tre vescovi per tutta la Russia, che ne contava parecchie centinaia.

Malgrado tutti i loro sforzi, i bolscevichi capirono che non sarebbero riusciti a eliminare la chiesa russa, perché più distruggevano, più tutto rinasceva parallelamente nella clandestinità.

In risposta agli arresti, apparivano dappertutto nuovi cristiani clandestini.

Le liturgie venivano celebrate in clandestinità, ce ne sono state anche sulle tombe dei nuovi martiri.

È in questa agonia della chiesa ortodossa russa, che ebbero luogo i primi incontri fra gli ortodossi e i cattolici; e questi incontri avvennero nelle prigioni. Lì si radicò l'idea di unità; l'unità dei «nuovi martiri». C’erano religiosi cattolici che entravano nell’URSS per farsi arrestare, e poter così raggiungere gli oppressi nei gulag, sostenerli, predicare...

Le rare chiese che restavano in piedi erano trasformate in musei.

Quando Stalin capì che non poteva distruggere la chiesa, obbligò un arcivescovo a firmare un atto che costringeva la Chiesa a limitarsi a celebrare unicamente la liturgia.

Quanto agli ultimi tre vescovi, furono chiusi in un ghetto. Questi tre vescovi svilupparono allora un nuovo tipo di spiritualità che separava per forza di cose la vita spirituale da quella del mondo degli uomini. Quanto alla chiesa, essa non era autorizzata che a parlare dell’aldilà, e solo di questo.

Non fu che durante l’ultima guerra che Stalin comprese che non avrebbe potuto vincere questa guerra senza unificare il popolo attorno alla sua persona, e siccome i tedeschi arrivavano persino a ricostruire alcune chiese nelle zone occupate, Stalin non potè che autorizzare la riapertura di qualche chiesa.

Così la Chiesa dovette subire una nuova prova: diventare, in un contesto ateo, una chiesa governativa.

Stalin, in seguito, riprese la persecuzione, che continuarono anche dopo la sua morte.

La chiesa non era ormai che un rifugio per le nonne, questo dall’esterno, perché sotto le apparenze, covavano scintille di una fede ben viva. E, strano paradosso, ci sono state clandestinamente molte conversioni e molti battesimi.

Le gerarchie della chiesa ci insegnavano che dovevamo vivere con questa dicotomia ortodossia - comunismo, ma in pratica ci incoraggiavano a seguire l'esempio dei santi.

La chiesa non poteva impegnarsi apertamente nella lotta contro il comunismo.

E parallelamente sono apparsi dei focolari di fede, in cui le anime «gelate» potevano venire a riscladarsi.

LA MIA CONVERSIONE

Sono nato in una famiglia atea da almeno tre generazioni; mio nonno aveva partecipato attivamente alla rivoluzione, che era tutto il suo ideale.

Mio nonno fu arrestato dai cechi che ritornavano dalla Siberia, che l'hanno incarcerato su una chiatta della morte. L’indomani fu impalato su delle baionette, buttato nell’acqua, e finito a colpi di pistola.

Ciononostante non ho seguito il suo esempio, senza avere d’altra parte una qualunque possibilità di diventare cristiano.

Come diceva Tertulliano, noi non nasciamo cristiani, lo siamo diventati. (ci hanno obbligato per tutta la vita a inchinarci davanti a delle chimere).

Il nostro cammino molto lungo verso la fede dei nostri padri lo dobbiamo al sangue dei nuovi martiri: il seme della nuova chiesa.

Poi, un giorno, nel 1973, durante i miei studi, vidi un film sul vangelo secondo san Matteo, girato da un cattolico, e vietato all'epoca nell’URSS. All’inizio, guardavo il film come un professionista, attento alle tecniche cinematografiche che venivano usate… Poi, mio malgrado, mi sono «immerso» nel film.

Quando la luce si è riaccesa nella sala, mi sono alzato in piedi e ho pronunciato la prima predica della mia vita: «ciò che abbiamo visto è un’immensa VERITà!!».

Nella chiesa ci siamo allora scontrati con il silenzio di un clero «prigioniero del potere». Si poneva allora la questione di sapere come noi, nuovi cristiani, potevamo vivere la nostra fede cristiana con un clero «imbavagliato», e uno stato totalitario che ci voleva schiacciare.

Eravamo, inoltre, dei neofiti, dei giovani intellettuali russi. Abbiamo allora organizzato nel 1974 un seminario sul problema del Rinnovamento religioso. Il nostro scopo era quello di creare un focolare di amore vivo, per lottare contro l'isolamento delle persone provocato dal bolscevismo.

Dovevamo dunque creare prima di tutto una comunità di amore vivo, poi conoscere l’insegnamento della chiesa, la nostra storia, la nostra spiritualità...

Comprendavamo che, nella chiesa, se la gerarchia rifiutava certe missioni, dovevamo farlo al suo posto perché eravamo responsabili della Verità. E non potevamo sopportare questa situazione di umiliazione imposta alla nostra chiesa.

(Per illustrare questa umiliazione, immaginate dei giovani comunisti che salgono sul campanile di una chiesa per urinare sulle loro madri che fanno una processione intorno ad essa)

Dovevamo difendere la nostra chiesa.

Siamo allora entrati in contatto con la chiesa cattolica di Lituania, che si è mostrata molto sollecita nel sostenerci, e assolutamente aperta a un lavoro comune, con nostra grande sorpresa!

IL MIO ARRESTO

Assieme a questi cattolici avevamo organizzato a Mosca, nel 1978, una conferenza stampa per difendere i credenti cattolici. È allora che fui arrestato. Sono così stato il primo russo ortodosso per cui dei sacerdoti cattolici abbiano elevato una ferma protesta; vedevo in questo un grande segno dell'unione tra noi.

INCONTRO IN CATTIVITà CON UN SACERDOTE CATTOLICO

Qualche anno più tardi, nel carcere in cui mi trovavo, fu portato nella cella dov’ero un padre cattolico, il capo del rinnovamento cattolico della Lituania. Questo padre aveva già fatto venti anni di prigione. Era anche stato ordinato, in carcere, da un vescovo cattolico. (Il potere è stato del resto costretto, in seguito, a riconoscere la validità di questa ordinazione e ad assegnargli una parrocchia, per «controllarlo» meglio, e impedirgli di fare apostolato nella clandestinità).

Ho passato un anno con lui nella stessa cella e mi ha aiutato a capire molte cose. Fu il mio anno migliore. Poteva celebrare clandestinamente la messa: ci procuravamo delle piccole gallette che ci servivano come ostie. È a lui che mi sono confessato per un anno, prendendo la Comunione dalle sue mani.

(Questo sacerdote ha, malgrado le resistenze, introdotto con forza l'insegnamento della chiesa in Lituania, con il culto della Madonna di Fatima. Ha anche ottenuto che, ogni terza domenica del mese, la Lituania preghi per la conversione della Russia, e questo malgrado l'inimicizia dei lituani nei confronti degli occupanti sovietici)

Questo Padre mi trasmetteva non soltanto la tradizione cattolica, ma anche quella ortodossa, che conosceva molto bene grazie ai suoi numerosi contatti con prigionieri ortodossi. Ma, ahimè, quest’anno è passato molto in fretta!!

Il KGB ci aveva messi insieme, pensando che un cattolico e un ortodosso rinchiusi nella stessa cella si sarebbero fatti a pezzi. Non sapevano una cosa: e cioè che questo Padre, al momento del suo arresto, aveva presentato una petizione per la mia liberazione!!

(Questo Padre occupa oggi un posto importante nella Chiesa lituana)

ANCORA SULLE CONDIZIONI DEL MIO ARRESTO

Quando sono stato arrestato per la prima volta dal KGB, mi avevano detto: «Basta fare gli eroi, non vi lasceremo fare i nuovi martiri. Tu lascerai il paese! Ti diamo un mese per lasciare il paese, se no non uscirai mai da queste mura e creperai di fame e di freddo»

Risposi che erano piuttosto loro che dovevano lasciare il paese. Erano furiosi.

Un mese dopo, non avendo lasciato il paese, mi hanno arrestato. È allora che cominciai il cammino della mia vita in carcere.

All’inizio pensavo che non avrei resistito alla prigione, alla fame, al freddo. Mi piaceva mangiar bene!... non ero davvero preparato. Ma il Signore mi ha subito aiutato, e mi sono sentito pieno di zelo apostolico.

PRIMA PRIGIONIA

Mi mandarono molto lontano, in Siberia. Mi misero in una cella dove c’era una quarantina di prigionieri di diritto comune: uomini forti, sporchi, seminudi, tatuati, che non si mostravano granché contenti del mio arrivo.

Quando chiusero i chiavistelli dissi: « La pace sia con voi! »

Uno dei « caid » mi buttò degli stracci e mi disse: «Vestiti!!»

Risposi che mi andava bene condividere con loro i vestiti ma che l’avrei fatto liberamente perché ero Cristiano!… S’infuriarono!

«Allora tu dici che sei cristiano?», mi dissero.

« Sì, sono cristiano ! »

«Ho sentito dire – continuò il caid – che per i veri cristiani, non i chiaccheroni, quelli veri, il loro Dio fa dei miracoli. Prova allora che sei un vero cristiano! sono due settimane che non fumiamo, prega il tuo Dio che ci mandi da fumare e noi crederemo!».

Accettai la sfida e, con una certa insolenza, dissi al caid: «Il Signore vi concederà un miracolo a condizione che preghiate con me»

Li feci alzare in piedi per rispetto verso Dio, dicendo loro: «dato che volete un miracolo, alzatevi in piedi!»

Poi dissi loro: «ascoltate le parole della preghiera, e ripetetele ad alta voce, o interiormente»

E dopo due o tre minuti di preghiera, ho sentito che succedeva qualcosa, in quella cella. Era senz’altro la prima volta che le parole di una preghiera vi risuonavano, molti prigionieri le sentivano per la prima volta. Avvertivo un’atmosfera di pietà!

Quando finimmo regnava un silenzio di morte! Poi li ho fatti sedere e in quell’istante, lo sportello sopra la porta si aprì, e due stecche di sigarette caddero per terra: erano sigarette abbastanza rare, le preferite dei prgionieri. Alors il caid esclamò: «Dio esiste veramente!»

Questa storia si è diffusa largamente, infatti cinque anni dopo, in un’altra prigione all’altro capo del paese, un prigioniero mi ha raccontato la storia di un detenuto che pregando aveva ottenuto delle sigarette per i suoi compagni di cella.

Ci sono stati molti segni di Dio durante la mia detenzione, alcuni per me, altri per quelli che mi stavano intorno...

IN UNA CELLA DI CONDANNATI A MORTE

Quando le autorità videro che era pericoloso tenermi con gli altri prigionieri, mi misero nella cella riservata ai condannati a morte.

In realtà capii che Dio mi mandava lì per aiutare i condannati a prepararsi ad accoglere la morte con dignità. Si confessavano anche da me, come l'avrebbero fatto con un sacerdote. Alcuni mi hanno anche chiesto di battezzarli.

La notte non si dormiva perché, siccome le esecuzioni avvenivano di prima mattina, passavo la notte a vegliare con loro, a pregare insieme... E quando lasciavano la cella per il plotone d'esecuzione, erano «altre» persone, come trasformate, «risorte».

ISOLAMENTO, FAME E FREDDO

Quando le autorità capirono che questo poteva ancora fare del bene, mi mandarono all’altro capo del paese. E là, in quella nuova prigone, avevo l’impressione che un angelo, la notte, mi prendesse, e mi sembrava di dover pregare per qualcuno che stava per essere giustiziato, fu così numerose volte.

È in prigione che ho capito come è importante pregare per i carcerati. Per mesi interi ho conosciuto il freddo a un punto tale che mi sembrava che il sangue mi gelasse, la fame... Avrei voluto aprirmi le vene e bere il mio sangue.

La mia cella misurava appena tre passi di traverso, con un pilastro di cemento al centro – Niente da leggere – e, sulla finestrella, una tavola di legno che non lasciava passare che un minimo di luce: avevo l'impressione di essere sepolto vivo.

Talvolta avevo delle prove di fede molto dure, la sensazione che il Signore mi avesse dimenticato, che tutte le mie sofferenze non servivano a niente.. e quando mi venivano questi dubbi, avevo la tentazione di rinnegare ciò che avevo detto, e che mi avrebbe liberato in seguito!

In uno di quei momenti, mentre pregavo, ebbi la sensazione come di qualcuno che mi amava, che era tutto amore per me, mi scaldava col suo respiro, un respiro pieno di lacrime di amore e di compassione, e ho cominciato ad avere la sensazione fisica che una mano si tendesse verso di me, mi toccasse, piena d'amore, come piangendo d'amore, «tu non sei solo!!» e da questo shock scaturiva una sorgente di gioia dolcissima.

Più tardi capii che il Signore mi trasmetteva la preghiera che tutti gli altri facevano per me: tutto il corpo della chiesa soffriva con me.

Mi capitò di dover fare lo sciopero della fame per difendere il mio diritto di avere la Bibbia, di vedere un sacerdote, di comunicarmi. Non leggevo allora che i passaggi della Bibbia che m'incoraggiavano ad andare avanti. E sentivo, mentre pregavo, tutto il corpo spirituale della chiesa.

Ed era la preghiera continua di Gesù che mi salvava costantemente. Quando si riesce ad unire tutta la propria volontà a questa preghiera, si comincia un lungo viaggio dalla testa al cuore. Da noi, certi religiosi si sono così avvicinati al loro cuore vedendo questa preghiera bruciare attorno ad esso, e quando sono entrati nei loro cuori, hanno incontrato il cuore di Cristo che abitava in armonia con loro. Questi casi sono molto rari. Ho incontrato una volta un uomo così, che aveva fatto 47 anni di prigione. Un giorrno, al momento dell’appello, le guardie, che lo temevano, vollero costringerlo ad alzarsi. Questa persona fece allora il segno della Croce su di loro, e le guardie furono respinte indietro. Quest’uomo tuttavia era molto modesto. Ogni suo respiro era preghiera. Quando fu arrestato era ateo, si convertì in prigione.

INTERCESSIONE DELLA VERGINE MARIA

Il XXmo secolo è il secolo delle grandi Rivelazioni di Maria. Noi abbiamo un’immensa venerazione per la Vergine Maria, proprio come i cattolici. Le apparizioni di Fatima sono molto importanti per noi.

CONVERSIONE DEI RUSSI

Adesso, in Russia, si possono aprire tutte le chiese che si vuole, e, due o tre settimane dopo, si riempiono, e questo è incomprensibile... perché non c’è nessun insegnamento.

Anche i monasteri vengono riaperti un po’ dappertutto.

Ciononostante, i nuovi martiri non sono ancora realmente presi in considerazione dalla chiesa, che continua a subire campagne denigratorie da parte di certa stampa «liberale».

RIAVVICINAMENTO FRA ORTODOSSI E CATTOLICI

Attualmente in Russia, per mancanza d'informazione, c’è un certo timore dei cattolici da parte degli ortodossi.

Più scopro la chiesa cattolica, più mi rendo conto di sapere poco. Ho scoperto un mucchio di cose all’estero, ma, in Russia, non se ne sa niente. Manchiamo così tanto di libri, che vengono ripubblicati molti vecchi libri del XVIImo e del XVIIImo secolo che non erano molto «teneri » con i cattolici.

Ma la situazione evolve e ci sono dei segni incoraggianti.

Un segno importante è questo: il patriarca Alessio II, che aveva lasciato cadere la proposta di Giovanni Paolo II di incontrarsi in Austria, ha dichiarato ufficialmente, tre settimane fa, che i tempi sono maturi per incontrare il Papa Giovanni Paolo II. E questa dichiarazione era fatta in un senso molto positivo.

UN ULTIMO CONSIGLIO RIVOLTO AI SEMINARISTI

Il sentimento cristiano più importante è la compassione. Mi auguro che abbiate della compassione e allora in ogni creatura decaduta noi vedremo l'immagine di Cristo.

N°35


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